Il contratto di lavoro ripartito

Blog sul Lavoro - 16 dicembre 2013

Contratto ripartito

Nell’articolo in cui ho elencato le varie tipologie contrattuali ho citato un tipo di contratto molto particolare e non molto diffuso. Si tratta del contratto di lavoro ripartito, un contratto introdotto dalla riforma Biagi che ha equivalenti o simili in Stati Uniti, Austria, Germania e Regno Unito.

Di cosa si tratta?

In pratica tale contratto di lavoro permette a due lavoratori di dividersi un unico lavoro. Proprio in virtù di tale caratteristica esso è noto come anche come job sharing o lavoro a coppia.

Tale contratto lascia una grande autonomia ai due lavoratori che possono dividersi responsabilità, mansioni ed orari in piena libertà ed autonomia. Devono tuttavia comunicare con frequenza almeno settimanale il modo in cui si sono “divisi” le mansioni previste. In ogni caso il datore di lavoro non può intervenire sulla scelta fatta dai lavoratori di come suddividersi il posto lavoro.

L’orario di lavoro di ognuno dei due lavoratori può essere indicato dal contratto, in tal caso ogni lavoratore è responsabile per la sua quota di lavoro. Se invece gli orari non vengono indicati nel contratto, ambedue i lavoratori sono responsabili dello svolgimento del lavoro e dell’adempimento degli obblighi contrattuali.

I contratti di lavoro ripartito devono essere redatti obbligatoriamente in forma scritta.

Tali contratti vanno a regolamentare dei tipi di lavoro già presenti nel territorio italiano seppur precedentemente non normati. Un caso tipico potrebbe essere ad esempio il portierato. Istituendo questo specifico contratto di lavoro il legislatore tenta di venire incontro a esigenze particolari dei lavoratori.

E’ bene sottolineare come la Pubblica Amministrazione non possa stipulare tale tipo di contratti.

Altra informazione che potrebbe essere utile a chi si imbatta in tale tipologia contrattuale riguarda le dimissioni ed i licenziamenti. Qualora solo uno dei due lavoratori si dimetta o venga licenziato il contratto decade anche per l’altro lavoratore. Il datore di lavoro ha comunque facoltà di proporre all’altro lavoratore la stipula di un altro contratto.

Riguardo invece alle prestazioni assistenziali e previdenziali è bene sottolineare che esse vengono calcolate come se si trattasse di contratti di lavoro part-time.

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