Contratti di lavoro, le varie tipologie

Blog sul Lavoro - 24 novembre 2013

E’ un po’ complicato orientarsi nel mondo dei contratti di lavoro vigenti in Italia. Se non si è specialisti di lavoro o non si è particolarmente abituati ai riferimenti legislativi e al lessico giuridico (ed io non lo sono), si corre il rischio di andare un po’ in confusione.
Tuttavia ho pensato fosse utile provare un po’ avventurarsi in questo ingarbugliato mondo per divulgare con lessico quotidiano le varie norme previste dall’ordinamento italiano che disciplinano le forme contrattuali.
Faccio questo nella convinzione che utenti più esperti nei commenti possano correggere le eventuali involontarie imprecisioni.
In questo primo articolo può essere utile dividere le diverse forme contrattuali previste dall’ordinamento italiano:

  • Il lavoro a tempo indeterminato: è detto in questo modo il tipo di contratto che non prevede una scadenza temporale. E’ un contratto di tipo subordinato, in ciò simile ai contratti a tempo determinato. Può essere a tempo pieno o a tempo parziale (lavori part-time)
  • Il lavoro a tempo determinato: è un contratto a cui viene posto un termine. In relazione alla variazione dei tempi di durata si presentano diverse fattispecie che proveremo ad analizzare in un altro articolo. In tale tipologia di contratto rientrano i cosiddetti “contratti di inserimento”. Esso può essere anche a tempo parziale (lavoro part-time).
  • Il contratto di somministrazione del lavoro a tempo determinato: è una forma di lavoro abbastanza complessa e di cui parleremo più diffusamente in un altro articolo. Si tratta di un rapporto lavorativo triangolare, che coinvolge tre diverse entità, ossia, così sono chiamate, un somministratore, un lavoratore ed un utilizzatore. Il somministratore è un Agenzia per il lavoro (conosciute anche come Agenzie di somministrazione e Aziende di lavoro interinale), che mette a disposizione un proprio lavoratore ad un terzo (l’utilizzatore), una azienda ad esempio.
  • Il contratto di somministrazione del lavoro a tempo indeterminato: tale rapporto lavorativo, noto come Staff Leasing, è come nel caso precedente un rapporto triangolare, solo a tempo indeterminato. E’ disciplinato da norme di legge specifiche o/e dalla contrattazione collettiva che individuano nel dettaglio le attività e i servizi che rientrano in tale tipologia contrattuale.
  • Contratto di lavoro ripartito: anche noto come Jobsharing o lavoro a coppia è un contratto molto particolare. Esso prevede che due lavoratori possono dividersi un unico posto di lavoro ripartendo in modo discrezionali il carico di lavoro ed i tempi di esso.
  • Contratto di apprendistato: come rievocato dalla parola tale tipo di contratto fa riferimento all’inserimento di un giovane nel mondo del lavoro. Il D.Lgs. n. 167 del 14 settembre 2011 ha rivisto complessivamente tale tipologia contrattuale individuando tre diversi tipi di apprendistato:
    1. apprendistato per la qualifica professionale e per il diploma;
    2. apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere;
    3. apprendistato di alta formazione e ricerca.
  • Il contratto a progetto: anche di questa tipologia di contratto parleremo più diffusamente in un altro articolo. Nel suo utilizzo “corretto” esso è pensato per le collaborazioni lavorative su progetti specifici. E’ noto come co.co.pro. (contratto di collaborazione a progetto).
  • Il lavoro a chiamata, intermittente (Job on Call): con questo tipo di contratti vengono disciplinati i lavori con carattere discontinuo, sia a tempo determinato che indeterminato.
  • Il lavoro accessorio: in tale espressione vengono racchiusi i rapporti di lavoro di carattere occasionale retribuiti, fino ad un massimo di 5000 euro annui, con buoni o vaucher del valore di 10 euro.

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