Il contratto a tempo indeterminato

Blog sul Lavoro - 26 novembre 2013

Articolo 2094 del Codice Civile – Prestatore di lavoro subordinato

E’ prestatore di lavoro subordinato chi si obbliga mediante retribuzione a collaborare nell’impresa, prestando il proprio lavoro intellettuale o manuale alle dipendenze e sotto la direzione dell’imprenditore

In un post precedente ho elencato le varie tipologie di contratti di lavoro. In questo post approfondisco un po’ il contratto a tempo indeterminato ossia il contratto per cui non è prevista una scadenza.
Il contratto a tempo indeterminato è stato a lungo il contratto “di base”, il contratto tipico e più diffuso nei rapporti lavorativi. Ormai da alcuni anni, indipendentemente dalla valutazione che si vuole dare alle intenzioni del legislatore, la situazione è molto cambiata. Ottenere un contratto a tempo indeterminato è sempre più raro e nella percezione degli italiani ciò che prima era la norma è diventato una rarità, quasi un privilegio.
Questo tipo di contratto pur non prevedendo una scadenza può essere comunque, ovviamente, interrotto, o per una decisione consensuale tra datore di lavoro e lavoratore o per la decisione di una soltanto delle due parti. Nel caso in cui è il lavoratore a decidere di interrompere il rapporto di lavoro si parla di dimissioni. Nel caso in cui è il datore di lavoro a prendere la decisione si parla di licenziamento.
Le dimissioni sono decise dal lavoratore in piena autonomia, fatto salvo un periodo di preavviso. Il licenziamento invece può essere effettuato solo in tre occasioni:

  1. Se sussiste una giusta causa: con ciò si intende dire che il lavoratore ha compiuto una qualche azione di gravità tale da non poter più consentire la prosecuzione del rapporto di lavoro. Proprio per questo motivo, è una forma di licenziamento che non richiede preavviso.
  2. Se sussiste un giustificato motivo soggettivo: con ciò si intende qualcosa di simile al caso precedente solo che il lavoratore può rimanere temporaneamente al lavoro, ha quindi diritto ad un periodo di preavviso. Il licenziamento in questo caso avviene per motivi meno rilevanti di quel che accade nei licenziamenti per giusta causa, ad esempio per inadempimento di obblighi contrattuali. Il datore di lavoro può far comunque cessare subito il rapporto di lavoro pagando l’indennità sostitutiva.
  3. Se sussiste un giustificato motivo oggettivo: in questo terzo caso il “motivo” del licenziamento non è addebitabile al lavoratore. Questo tipo di licenziamento si riferisce ad esempio alle necessità di tipo produttivo, alle crisi o ai cali di fatturato.

Questo tipo di contratto deve essere redatto obbligatoriamente in forma scritta e deve contenere tutte le informazioni principali sul rapporto di lavoro, fatti salvi dei rimandi al contratto collettivo nazionale.

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